Anatomia di un documento: la richiesta degli accertamenti tossicologici della CML Roma 1

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Sarà oggi sottoposta all’attenzione del Pubblico una disamina del documento con cui la Commissione medica locale Roma 1 richiede gli accertamenti tossicologici, solitamente previsti in occasione di rinnovo o rilascio in seguito a sospensione della patente di guida su richiesta del Prefetto.

Perché questa disamina? Tanti sono i motivi, che presto avrai modo di capire, ma basta considerare che i controlli medici di qualunque tipo non sono mai da sottovalutare: è in gioco la tua salute.

L’intestazione

Già da subito l’intestazione del documento non sembra pertinente: perché aggiungere “patenti speciali” alla denominazione della Commissione? Gli accertamenti tossicologici non hanno nulla a che vedere con la patente di guida speciale, che come previsto dal D.L.vo 285/92, art. 116, c. 5 è una patente con particolari prescrizioni per i titolari mutilati o minorati fisici.

La normativa non menziona in nessun luogo una “commissione patenti speciali” o “commissione medica locale patenti speciali”, il documento riporta in effetti un’intestazione senza senso.

La richiesta formale

A parte una serie di trascurabili ma vistose imprecisioni come l’originale abbreviazione «sig/ra», si può osservare che sarebbe carino sostituire l’espressione «accertamenti tossicologici finalizzati alla ricerca di sostanze d’abuso» con «accertamenti medici analitici finalizzati alla valutazione dei requisiti psicofisici d’idoneità alla guida di cui al D.L.vo 59/11, all. III, lett. E, F».

I protocolli

  Il tasso di alcolemia offre una finestra diagnostica inferiore alle 24 ore: a cosa serve stabilire se sei ubriaco quando non stai guidando?

È qui che si entra nel vivo della questione. Senza ironia possiamo affermare che la svolazzante firma del Presidente, posta in calce al documento, attesta solamente la totale buona fede della Commissione medica locale Roma 1: saltano agli occhi due sviste importanti.

La prima riguarda la richiesta nel I Protocollo di «1 prelievo ematico per esame emocromocitometrico e dosaggio di alcolemia, cdt, got, gpt, ygt»: che assurdità richiedere l’alcolemia tra gli accertamenti tossicologici! Il tasso di alcolemia offre una finestra diagnostica inferiore alle 24 ore: è infatti l’analisi a cui si ricorre per verificare la stato di ebbrezza, non le abitudini del paziente circa il consumo di alcool. In parole povere, a cosa serve stabilire se sei ubriaco quando non stai guidando? Mistero.

Dobbiamo anche notare che il dosaggio di «ygt» sarà difficilmente effettuabile in alcun laboratorio: forse la Commissione intende il dosaggio di ɣGT? Eppure Ippocrate era greco.

La seconda svista riguarda la «determinazione su sangue e urine della sostanze del primo protocollo»: assurdo! Determinare l’alcolemia è già un’assurdità, ma addirittura voler ricercare nel sangue ben otto sostanze è un totale non senso. Non esiste nemmeno una definizione adatta come cocainemia, anfetamine mia e via dicendo, questo perché la ricerca delle sostanze del I protocollo su sangue è una pratica a dir poco aliena e inutile!

Vale sempre lo stesso discorso. Posso aver assunto qualsiasi quantità di quelle sostanze e anche tutte insieme il giorno prima delle analisi: se sopravvivo il mio sangue sarà pulito come quello di un neonato al momento del prelievo.

Ma niente paura! Nei laboratori tossicologici ci sono per fortuna dei professionisti capaci, che sanno quello che fanno. Naturalmente né eseguiranno l’alcolemia per quanto riguarda il I Protocollo, né determineranno la presenza di tutte quelle sostanze sul sangue per il II Protocollo. Semplice: sanno che la Commissione medica locale Roma 1 non sa di cosa parla.

  Se ti recassi in un laboratorio alternativo a quelli indicati sul documento potresti essere sottoposto ad analisi inutili e costose!

A parte scherzi il fatto è grave, perché facendo fede la richiesta della Commissione, se ti recassi in un laboratorio alternativo a quelli indicati sul documento potresti essere sottoposto ad analisi inutili e costose!

Ma il fatto è grave anche per la Commissione: la firma è quella del Presidente e attesta la sua responsabilità.

Informazioni per gli utenti

Dei sei punti indicati solo tre passano il vaglio di questa disamina. A parte il punto 2, per il quale rimandiamo alla pagina principali obiezioni, sono i punti 1 e 3 che non convincono. La normativa indicata recita:

“La commissione può avvalersi di singoli consulenti oppure di istituti medici specialistici appartenenti a strutture pubbliche, con onere a carico del soggetto esaminato” (D.P.R. 495/92, art. 330, c. 6).

Insomma si è portati a ritenere che chi ha redatto il testo avesse in mente di utilizzare le strutture del Servizio Sanitario Nazionale, qualora una commissione medica locale intendesse avvalersi di istituti medici per effettuare le sue valutazioni. Questo al fine di garantire uniformità nei costi, nei trattamenti e di evitare possibili conflitti d’interessi.

Evidentemente tra le commissioni è invalso l’uso di servirsi di istituti medici privati, ma mentre se tu vuoi riavere la patente devi obbedire, la Commissione medica Locale Roma 1 per fartela riavere può fare come vuole!

Un regalo alla Commissione

Siamo giunti al termine della nostra disamina e speriamo che non ti sia annoiato. Speriamo anche che la Commissione medica locale Roma 1 possa divertirsi con questa lettura, magari poi correggendo il documento in questione nei punti più critici. Nel frattempo ecco un bel regalo: il documento come dovrebbe essere!

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