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Arrestato il Presidente dalla Commissione medica locale Roma 1 dott. Maurizio Ferraresi

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Avvertenza: la notizia è stata pubblicata dai maggiori quotidiani italiani il 15 marzo 2017.

Che prima o poi sarebbe successo un po’ lo si poteva indovinare, ma certo qui la realtà ha superato la fantasia. La Commissione, a cui tutto è possibile, questa volta non ha potuto impedire quello che sarà l’argomento di questa nota: l’arresto del dott. Maurizio Ferraresi, Presidente della Commissione medica locale Roma 1.

Chi è il dott. Maurizio Ferraresi?

Poco è noto del dott. Maurizio Ferraresi, se non per il curriculum vitae consultabile sul sito della ex ASL Roma E, che CML Roma 1 adesso basta! aveva da tempo messo a disposizione nella sezione documenti.

Classe ’51, Acquario, nerboruto, ma sempre elegante e dallo sguardo schivo Ferraresi è un medico chirurgo specializzato in otorinolaringoiatria, probabilmente di origini abruzzesi, con più precisione di Lanciano o Vasto, nella cui ASL intraprende la sua carriera nel 1980.

Dopo soli 3 anni Ferraresi lascia l’esperienza abruzzese per mettere piede nella Città Eterna, la quale gli regalerà diversi successi e soddisfazioni. È attivo dunque presso l’ospedale Santo Spirito, di cui dirige il reparto di otorinolaringoiatria.

Ma la svolta avviene nel 1997, quando viene promosso al delicato incarico di Direttore del Dipartimento Medicina Legale della ex ASL Roma E, con la qualifica di Direttore UOC Accertamenti Idoneità Lavorativa e Medicina Necroscopica.

Da questo momento in poi la carriera di Ferraresi non consce intoppi, stringendo amicizie e lavorando duramente Ferraresi si attesta come un pezzo da novanta all’interno dell’ex Asl Roma E. Insegna all’Università La Sapienza, il corso di Medicina Legale II, convenzionato con l’ospedale Sant’Andrea.

Sarà forse il 2014, anno in cui viene nominato direttore ad interim dell’UOC Accertamenti stati di invalidità, il momento in cui qualcuno si frappone tra lui e la sua brillante carriera, episodio documentato da CML Roma 1 adesso basta! in un apposito articolo.

A quando possa risalire la sua nomina a Presidente della Commissione medica locale Roma 1 non è possibile stabilirlo sulla base di documenti a disposizione della Redazione, ma certamente ora è nota la data in cui ha cessato di esserlo: il 14 marzo 2017, in cui è stato arrestato per corruzione e turbativa d’asta.

Cosa è successo.

Magari non è successo niente. Prima di parlare bisognerebbe aspettare il processo, ma a parte il fatto che ci sarebbe troppo da aspettare esiste anche il diritto di cronaca, in base al quale verranno ora riportate le accuse rivolte dalla Procura di Roma al dott. Ferraresi.

I reati contestati al dott. Ferraresi sono due, corruzione e turbativa d’asta, mentre gli episodi messi in evidenza dall’indagine sono tre. Ma è meglio iniziare con ordine.

1. Soldi in cambio di corsia preferenziale a laboratori di analisi privati.

La tangente veniva chiamata con un linguaggio criptico dall’imprenditore in una conversazione con la figlia “consegna di 5.000 globuli bianchi”.

Questo episodio vede protagonista il laboratorio di analisi Diagnostica Medica di Roma. I due fratelli titolari dell’azienda, che ha sedi anche a Guidonia, avrebbero dal 2010 pagato una mensilità di € 5.000,00 (sì, avete capito bene!) al dott. Ferraresi in cambio di avere il nominativo del loro laboratorio tra quelli “consigliati” dalla Commissione medica locale Roma 1.

In seguito alle indagini sarebbero stati sequestrati € 330.000,00 al dott. Ferraresi, presumibilmente i proventi della parcella passata dai titolari del laboratorio, mentre a questi sarebbero stati sequestrati ben 4 milioni di Euro.

Sarebbe stata l’ex-compagna di Mario Dionisi, titolare di Diagnostica Medica, a denunciare i rapporti che intercorrevano tra il compagno e il dott. Ferraresi.

Salta subito all’occhio una questione (se è permessa un’opinione all’interno di questa nota di cronaca): ma quei 4 milioni di Euro provenienti dalle tasche dei tanti titolari di patente commissionata rivoltisi a Diagnostica Medica su indicazione della Commissione, non dovrebbero ritornare nelle tasche dalle quali sono usciti??!!

2. Vizi privati pubblici appalti: il grande classico.

A mettere in contatto privati e pubblico ufficiale, è sempre Ferraresi, che a un imprenditore dice: “Perché non ti prendi un appaltuccio?”.

Ad aiutare il dott. Ferraresi nella presunta malefatta ci sarebbe qui un compare, l’architetto Claudio Cascarino, dipendente ASL responsabile per l’affidamento di una gara d’appalto per la manutenzione dell’azienda, del valore di ben 14 milioni di Euro.

In sostanza il caro vecchio classico: i due dipendenti dell’ASL “sceglievano” gli affidatari del servizio tra il loro gruppo di amici, sempre che fossero stati “generosi” con loro.

3. Vendesi certificati medici (falsi).

Qui la faccenda è un poco più complicata, perché entrano in gioco complessi scambi di favori e agganci con il mondo della politica. Il problema è proprio questo: in questa circostanza, forse facendo un passo falso, il dott. Ferraresi sarebbe uscito dall’ambito della sua competenza professionale di medico stimato, per mettere a disposizione, in cambio di un compenso sia chiaro, la sua fitta rete di conoscenze a qualcuno che ne aveva bisogno.

Ferraresi era talmente ossessionato dalla possibilità di essere controllato, che faceva bonificare il suo studio una volta al mese da un investigatore privato.

Il bisognoso sarebbe il deputato Antonio Angelucci, ras della sanità privata laziale, che avrebbe avuto bisogno di una sentenza favorevole in Cassazione per un problema di sequestro preventivo.

Il dott. Ferraresi avrebbe promesso l’esito positivo della sentenza, in cambio di un contratto da € 2.500,00 al mese per le fidanzate dei suoi due figli presso una delle aziende di Angelucci. Per riuscire nel suo intento si sarebbe rivolto all’amico ed ex giudice di Cassazione Amodeo, il quale a sua volta avrebbe promesso di sbrigare la faccenda in cambio, da parte del dott. Ferraresi, di un certificato medico (falso), grazie al quale sarebbe stato possibile far figurare come coperto dal Servizio sanitario nazionale un intervento di plastica al seno alla compagna di Amodeo.

Vittima o criminale?

Beh, se tutto quello che è stato contestato al dott. Ferraresi e che lo ha condotto al Regina Coeli fosse vero, sarebbe molto difficile corrompere un giudice stavolta, la sentenza sarebbe: colpevole!

Insomma, per almeno cinque anni un criminale avrebbe agito indisturbato e incontrollato ai vertici dell’ex ASL Roma E, possibile? Non ci sarebbe da stupirsi, la Redazione ha insistito più volte che quando c’è di mezzo la Commissione medica locale Roma 1 impossible is nothing.

Purtroppo però il dott. Maurizio Ferraresi è allo stesso tempo vittima di un sistema il quale si presta troppo facilmente ad essere manipolato quando si presenta l’occasione, oltre che della sua smisurata cupidigia. Il problema delle Commissioni mediche locali in generale e della Commissione Roma 1 in particolare non finisce qui.

Fin quando non ci sarà un chiaro meccanismo dove controllati e controllori siano chiaramente distinti, finché non ci sarà una normativa chiara che stabilisca a livello nazionale i limiti, i protocolli, le competenze da attribuire alle Commissioni quando hanno a che fare con la patente di guida, fino a quel momento bisognerà tenere gli occhi aperti!

Rassegna stampa.

Sanità, 9 arresti per una gara truccata. Indagato anche il senatore Angelucci.
Corriere della Sera

Roma, mazzette alle Asl dai centri privati. Norme a gettone
La repubblica

Appalti pilotati in Sanità, nove arresti a Roma
Il Sole 24 ore

Roma, corruzione nella Asl, il titolare del centro medico arrestato: «Un giorno di questi mi metteranno dentro».
Il Messaggero

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Il Messaggero

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