Gli accertamenti tossicologici

aggiornato il: 19 luglio 2015 Stampa pagina Stampa pagina

La dipendenza da alcool o da determinate sostanze non necessarie al metabolismo è una patologia.

Ci sono patologie che non compromettono i requisiti fisici e psichici richiesti nella valutazione d’idoneità alla guida, ma la patologia derivante dalla dipendenza da alcool e “droghe” li compromette: l’assunzione di queste sostanze in determinate dosi genera infatti uno stato di ebbrezza o di alterazione psico-fisica.

Istituite per accertare, nei casi previsti dal c. 4, art. 119 NCdS, che il tuo stato di salute soddisfi i detti requisiti, le Commissioni Mediche Locali richiedono a tal fine degli accertamenti tossicologici: spiegheremo qui quali sono e come funzionano gli esami solitamente richiesti.

Gli obiettivi degli accertamenti tossicologici.

Gli accertamenti tossicologici dovrebbero essere finalizzati a capire se tu sei dipendente o meno da alcool e altre sostanze, se soffri cioè di una patologia chiamata sindrome da dipendenza da alcool (o altre sostanze).

Il condizionale è d’obbligo perché la precedente affermazione è valida per quanto riguarda il consumo di alcool, ma non per quello che riguarda il consumo di sostanze stupefacenti o psicotrope o di certi medicinali.

Alcool.

L’obiettivo specifico degli accertamenti tossicologici riguardo all’alcool è capire se tu sei in grado di interromperne l’assunzione per un determinato periodo di tempo, la dipendenza da una sostanza è infatti l’incapacità di interrompere la sua assunzione oltre il periodo in cui gli effetti da questa prodotti nell’organismo scompaiono.

La patente di guida può essere rilasciata o rinnovata al candidato o conducente che si sia trovato in stato di dipendenza dall’alcool, al termine di un periodo constatato di astinenza, previa valutazione della Commissione medica locale (D. Lgs. 59/11, all. III, E.1).

Se nel suddetto periodo, che chiameremo finestra prognostica, la tua astinenza fosse accertata sarebbe provato che non sei dipendente da alcool. La durata della finestra prognostica è a discrezione della Commissione Medica Locale, ma si può affermare che di norma la durata minima è di un mese.

Dovrebbe dunque esserti chiaro che riguardo l’alcool questi accertamenti non sono finalizzati a stabilire se ne sei un consumatore, né a stabilire la sua presenza nel tuo organismo attraverso indici di alcolemia o di alcoluria.

Sostanze stupefacenti o psicotrope, medicinali.

Un discorso differente deve essere fatto per le sostanze psicotrope o stupefacenti e per alcuni tipi di medicinali. In questo caso la normativa è controversa, poiché considera una patologia «uso di sostanze stupefacenti o psicotrope e abuso e consumo abituale di medicinali (D. Lgs. 59/11, all. III)», prevedendo così che:

La patente di guida non deve essere rilasciata né rinnovata al candidato o conducente che faccia uso di sostanze psicotrope o stupefacenti […] Che abusi o faccia uso abituale di qualsiasi medicinale o associazione di medicinali nel caso in cui la quantità assunta sia tale da avere influenza sull’abilità alla guida (D. Lgs. 59/11, all. III, F.1 e F.2.1).

Questa formulazione si discosta in parte dal testo che in precedenza era il punto di riferimento in merito:

La patente di guida non deve essere rilasciata o confermata ai candidati o conducenti che si trovino in stato di dipendenza attuale da alcool, stupefacenti o sostanze psicotrope né a persone che comunque consumino abitualmente sostanze capaci di compromettere la loro idoneità a guidare senza pericoli (D.P.R. 495/92, all. XXII, F).

In particolare l’espressione “candidato o conducente che faccia uso” è suscettibile di diverse interpretazioni, che naturalmente spettano alla Commissione Medica Locale. Non è dunque qui possibile fornire informazioni precise sugli obiettivi degli accertamenti tossicologici in merito alle sostanze stupefacenti o psicotrope e ai medicinali.

Si può però affermare che tra le tante interpretazioni potrebbe essere adottata anche quella che considera il consumo occasionale come un possibile significato di “fare uso”, dunque non per forza la presenza di una patologia come la sindrome da dipendenza.

Dovrebbe quindi esserti chiaro che riguardo alle sostanze stupefacenti o psicotrope e ai medicinali l’obiettivo degli accertamenti potrebbe essere quello di stabilire se ne sei un consumatore.

I laboratori e le analisi.

Entriamo ora più nello specifico. La Commissione Medica Locale deve accertare la tua idoneità alla guida, a tal fine:

Può avvalersi di singoli consulenti oppure di istituti medici specialistici appartenenti a strutture pubbliche, con onore a carico del soggetto esaminato (D.P.R. 495/92, art. 330, c. 6).

È questo il caso degli accertamenti tossicologici relativi alla sindrome da dipendenza da alcool o al consumo di sostanze. La Commissione infatti, incapace di esprimere un giudizio, si avvale di “esperti” a cui richiede che tu sia sottoposto ad una serie di esami medici che possano evidenziare i sintomi della patologia: le analisi a cui sarai sottoposto andranno dunque effettuate presso laboratori pubblici o privati indipendenti dalla Commissione Medica Locale.

I sintomi della sindrome da dipendenza da alcool o del consumo di sostanze possono riguardare la presenza nel tuo organismo di tali sostanze o delle tracce del loro consumo, chiamate metaboliti, altresì possono riguardare l’alterazione di determinati parametri del tuo intero metabolismo.

In genere i protocolli prescritti dalla Commissione Medica Locale richiedono esami relativi al consumo sia di alcool che di sostanze: non fa differenza se tua abbia violato l’art. 186 o 187 NCdS. Oltre l’alcool gli esami di norma possono riguardare dunque le seguenti sostanze:

  • anfetamina
  • barbiturici
  • benzodiazepine
  • cocaina
  • codeina
  • eroina
  • LSD
  • metadone
  • metanfetamina
  • morfina
  • ossicodone
  • THC

Le matrici biologiche

Abbiamo visto che l’obiettivo generale delle analisi è di individuare la presenza di sostanze o di loro metaboliti nel tuo organismo. Al tal fine gli operatori sanitari dovranno avvalersi di campioni del tuo materiale organico, questi campioni consistono in matrici biologiche e possono essere:

  • Sangue
  • Urine
  • Saliva
  • Capello

In linea di principio non è la matrice biologica che contraddistingue il tipo di analisi. L’accertamento prescritto dalla Commissione Medica Locale dovrebbe essere cioè indipendente dal tipo di matrice biologica, la cui scelta dovrebbe poter essere a tua discrezione. Per motivi tecnici i protocolli non sempre sono impostati in tale maniera.

È opportuno osservare che di norma le analisi effettuate sul sangue non riguardano la presenza di sostanze o loro metaboliti nel campione, fanno parte, come già accennato, di un’indagine più generale sullo stato di salute dell’organismo in relazione al consumo di alcool. Nel caso delle analisi del sangue è infatti opportuno parlare di accertamenti ematochimici, più che di accertamenti tossicologici.

Dobbiamo ora introdurre il concetto di finestra diagnostica o di rivelazione. Sarebbe più corretto trattare l’argomento nello spazio dedicato alle tecniche di analisi, ma siccome la finestra diagnostica varia soprattutto in funzione della matrice biologica è più opportuno discuterne qui. La finestra diagnostica è la distanza temporale massima a cui determinate analisi possono rilevare il consumo di una sostanza. In concreto è il tempo che una sostanza o i suoi metaboliti rimangono nel tuo organismo.

Le analisi sono così in grado di accertare non solo l’assenza di sostanze o loro metaboliti nel tuo organismo, ma anche l’assenza di un loro eventuale consumo in un periodo di tempo pari alla finestra diagnostica.

Finestra diagnostica per matrice biologica

MatriceFinestra
sangue e salivaore
urinegiorni
capellomesi

La finestra diagnostica offerta dalle diverse matrici varia in base alla sostanza ricercata, l’argomento sarà dunque approfondito nello spazio dedicato alle analisi.

I livelli di analisi.

Le analisi ai fini degli accertamenti tossicologici si distinguono in due tipi:

  • Esami di I livello o di screening.
  • Esami di II livello o di conferma.

La differenza determinante tra questi due tipi di esami è che gli esami di I livello non forniscono risultati quantitativi, mentre gli esami di II livello forniscono risultati quantitativi.

In pratica il primo è un esame indiretto, come se si lanciasse una palla contro un vetro per vedere se si rompe, mentre il secondo è un esame diretto, come se si esercitasse una pressione sul vetro per quantificare la forza necessaria a romperlo.

È necessario ora introdurre il concetto di valore soglia o cut-off. A seconda che si tratti di esami di I o II livello il valore soglia è la concentrazione quantitativa minima di sostanza presente nel campione oltre la quale:

  • Può essere rilevata la sua presenza.
  • La sua presenza viene considerata rilevante ai fini delle analisi.

In base agli effettivi valori risultati da tali esami sul campione da te sottoposto potrà essere affermato che tu abbia consumato una determinata sostanza o che tu presenti sintomi di sindrome da dipendenza.

È necessario specificare che per l’esame di I livello, pur esistendo un valore soglia, non è possibile all’operatore sanitario verificare in maniera diretta il quantitativo della sostanza rilevato. Il valore di riferimento di tale esame è infatti solamente uno: “negativo”. In parole povere questi esami sottopongono il campione a reagenti chimici, la cui reazione può essere “positiva” o “negativa”. Un eventuale risultato positivo accerta che tu abbia presumibilmente consumato la sostanza, in quanto possono verificarsi casi di “falsi positivi”, di norma invece il risultato negativo consente di escludere che tu abbia consumato la sostanza anche se esistono i casi di “falsi negativi”.

Il valore medico-legale degli esami di primo livello è argomento a cui verrà dedicata una trattazione più specifica. Considera però che se in linea di principio solo l’esame di II livello può realmente stabilire l’avvenuto consumo di determinate sostanze, la Commissione Medica Locale non è esplicitamente chiamata a basare il suo giudizio su tale tipo di esame.

Tieni dunque presente che per gli esami di I livello se nel campione sia ad esempio presente lo 0,005% (cinque millesimi) di THC (principio attivo della cannabis) o il 100% il risultato è uguale: “positivo”.

Le tecniche analitiche.

Ma come fanno in concreto queste analisi a determinare la presenza di sostanze nelle tue matrici biologiche? La risposta è nella scienza, in particolare nella chimica e nella chimica-fisica.

Gli esami di I livello per le loro caratteristiche tecniche sono chiamati immuno-enzimatici o immuno-chimici, le metodiche utilizzate sono le seguenti:

  • CEDIA (Cloned Enzyme Donor Immunoassay).
  • EIA (Immuno Enzimatiche).
  • ELISA (Enzyme Linked Immuno Sorbent Assay).
  • EMIT (Enzyme Multiplied Immunoassay Technique).
  • FPIA (Immunofluorescenza a luce polarizzata).
  • KIMS (Interazione Cinetica di Microparticelle in Soluzione).

Gli esami di II livello si basano sulla spettrografia di massa e possono utilizzare due metodiche:

  • GC – MS (Gas Cromatografia accoppiata a Spettrometria di Massa).
  • LC – MS (Cromatografia Liquida accoppiata a Spettrometria di Massa).

Consumatori dipendenti e consumatori occasionali.

Abbiamo visto che l’obiettivo degli accertamenti è quello di stabilire se sei stato in grado di sospendere l’assunzione di alcool o se hai fatto uso di determinate sostanze in una determinato periodo di tempo. Risulta auto evidente che se soffri di patologie come sindromi da dipendenza non sarai in grado di sospendere l’assunzione, che dunque se soffri di tali patologie non potrai essere ritenuto idoneo alla guida e lo stesso si può dire nel caso tu abbia fatto uso (abituale?) di sostanze oggetto degli accertamenti.

Il buon esito degli accertamenti dovrebbe quindi assicurare che non sei un “alcolizzato” o un “drogato”, potresti comunque essere un consumatore occasionale e ciò potrebbe interferire con l’esito degli accertamenti.

Il consumo occasionale è alla base di tutte le incertezze riguardo agli accertamenti tossicologici.

È molto difficile stabilire una relazione tra la consistenza del tuo consumo occasionale e il risultato degli esami sia di I che di II livello. In primo luogo è difficile stabilire la quantità di sostanza da te consumata sulla base di quella rilevata nelle analisi, in secondo luogo, se si escludono THC e alcuni farmaci, il tempo di permanenza nel tuo organismo (vivente) delle sostanze analizzate non è mai superiore ai 7/10 giorni.

L’unico metodo per verificare le tue abitudini di consumo sarebbe quello di sottoporti a controlli periodici durante tutta la finestra prognostica, oppure avvalersi del capello come campione. L’analisi del capello consente infatti di estendere all’indietro nel tempo la finestra prognostica lungo tutta l’età del capello (ma difficilmente oltre i sei mesi). In entrambe i casi non sarebbe mai facile però quantificare le tue reali abitudini circa il consumo di sostanze.

In definitiva consigliamo ai consumatori occasionali le seguenti precauzioni:

  • Praticare moderazione nel consumo di alcool per un periodo di un mese prima degli accertamenti.
  • Astinenza totale dall’alcool per un periodo di una settimana prima degli accertamenti.
  • Astinenza totale dal consumo di sostanze stupefacenti o psicotrope per un periodo di un mese prima degli accertamenti (riservando ad altro momento una trattazione più specifica).
  • Astinenza totale dal consumo di alcool e sostanze stupefacenti o psicotrope durante gli accertamenti.

3 thoughts on “Gli accertamenti tossicologici

  1. Vincenzo

    È normale che dopo un anno continuano a farmi fare le visite all’istituto di medicina legale sempre con esiti negativi con ticket elevatissimo. Premetto che sono risultato positivo alle canne e continuo a fare le visite con esito negativo.

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  2. Paola

    Salve, e’ la quarta volta in sette anni che mi sottopongo agli esami tossicologici dopo il ritiro della patente x abuso di alcool nel2010. I risultati sono sempre stati negativi e l’ultimo accertamento, effettuato a dicembre, anche con analisi del capello. Nonostante ciò’, la commissione medica di Roma mi ha rinnovato la patente per solo 3 anni. Mi sembra un vero e proprio accanimento, ingiustificato. Vorrei sapere se ci sono associazioni che possono tutelarmi. Grazie

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    1. Doretta

      Ma fare le analisi del capello é stata una tua scelta o te l’hanno obbligata loro? Comunque é strano fattosta che c’è un giro di soldi assurdo soprattutto a roma perche altrove si possono fare gli esami anche tramite asl

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