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La visita psichiatrica per ottenere il certificato, ma siamo matti?

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Avvertenza: quanto riportato di seguito sono personali opinioni della Redazione del sito.

In questo articolo discuteremo se, in seguito alla sospensione della patente per guida in stato di ebbrezza e successivi controlli, sia opportuno o meno richiedere una visita psichiatrica ai fini del rilascio del certificato di idoneità alla guida.

Non tutte lo fanno, ma la Commissione Medica Locale Roma 1 richiede di routine che tu ti sottoponga ad una “visita psichiatrica finalizzata alla sicurezza nella guida”. Abbiamo già trattato delle modalità della visita e della procedura nel suo complesso, ora vogliamo vedere se ciò che la Commissione richiede nel documento rilasciato in occasione della visita medica sia deontologicamente corretto o meno.

Abuso di alcool, consumo di sostanze psicotrope o stupefacenti e disturbi psichici.

Innanzitutto dobbiamo un po’ chiarire una questione: la correlazione tra alcool, sostanze psicotrope o stupefacenti e patologie psichiche.

Con il termine comorbilità si intende la presenza in un paziente di due distinti “morbi”, che possono o meno essere dipendenti l’uno dall’altro. Anche se non è facile dimostrarlo scientificamente, è forse possibile dimostrare statisticamente che “patologie” come l’abuso abituale di alcool o l’uso anche occasionale di sostanze psicotrope o stupefacenti possono portare all’insorgere di patologie psichiche e viceversa.

Ciò significa dunque che esiste una comorbilità tra le suddette patologie, fenomeno del resto evidente nella sindrome da dipendenza da alcool, dove la patologia psichica è indissolubilmente legata alla situazione di abuso.

Tanto l’abuso di alcool o il consumo di sostanze psicotrope o stupefacenti, quanto la presenza di disturbi psichici gravi sono considerate patologie invalidanti ai fini dei requisiti per l’idoneità alla guida.

Sintomi, accertamenti, diagnosi e patologie.

Scendiamo però un po’ con i piedi per terra. Primo, il compito della Commissione Medica Locale è certificare che tu abbia i requisiti di idoneità alla guida, secondo, il fatto che tu sia stato trovato a guidare in stato di ebbrezza non può accertare una tua abitudine all’abuso di alcuna sostanza.

Gli accertamenti richiesti dalla Commissione Medica Locale sono lì per quello: accertarsi che tu non consumi sostanze psicotrope o stupefacenti o soffra di una sindrome da dipendenza da alcool.

Eccoci dunque al nocciolo della questione: perché, se non è accertato che tu soffra di una sindrome da dipendenza da alcool, deve essere richiesto che tu ti sottoponga a una visita per accertare che tu non soffra di una patologia che potrebbe avere comorbilità con la sindrome da dipendenza da alcool?

La Commissione Medica Locale Roma 1 in effetti richiede che tu ti sottoponga a una visita medica finalizzata ad accertare una patologia i cui sintomi non sono accertati, esegue qualcosa che potremmo chiamare una cripto-diagnosi: questo non è deontologicamente corretto.

Insomma, sia una batteria scarica che una centralina in dispersione mettono in panne una macchina. Ma se la macchina non parte, prima di andare a smontare la centralina e controllare se è in corto, non è più opportuno accertarsi che non sia la batteria la causa del problema?

Ma spezziamo il precedente ragionamento, così da averlo più chiaro:

  • L’abuso occasionale di alcool è sintomo di patologie come la sindrome da dipendenza da alcool.
  • La sindrome da dipendenza da alcool può essere sintomo di patologie psichiche gravi.
  • Esami ematochimici o tossicologici possono diagnosticare la sindrome da dipendenza da alcool.
  • Se non è diagnosticata una sindrome da dipendenza da alcool, non esistono i sintomi che possano motivare la richiesta di accertamenti su patologie che hanno comorbilità con essa.

La Commissione Medica Locale Roma 1 non opera in maniera deontologicamente corretta, va bene, questa è la nostra opinione. Ma del resto varrebbe la pena farsi la domanda: la Commissione Medica Locale Roma ha l’obbligo di operare in maniera deontologicamente corretta? La risposta è no, la legge dice che può operare come ritiene necessario, quindi forse anche al di là della deontologia professionale.

Una pausa di riflessione.

Scusa la tirata, ma è necessario esprimersi in questa maniera per formulare credibili obiezioni all’operato della Commissione Medica Locale Roma 1, quelle che abbiamo espresso lo sono.

Dobbiamo ora riflettere su una questione: se il consumo anche occasionale di “droghe” sia una patologia. Altrove abbiamo già notato come definire patologia un tale comportamento sia controverso, ma cominciamo.

Intanto dal punto di vista strettamente legale in Italia il consumo anche occasionale di “droghe” è in alcuni casi considerato una patologia.

Dal punto di vista medico-clinico il consumo occasionale potrebbe teoricamente considerarsi una patologia, dato che la patologia consiste in una serie di effetti nocivi prodotti sul nostro organismo e che le “droghe” causano effetti nocivi anche nel consumo occasionale.

Più propriamente però il consumo occasionale dovrebbe essere definito come avvelenamento più che come patologia. Rimarrebbe da considerare se l’avvelenamento può essere definito una patologia, che sarebbe come dire se un trauma o una lesione possono essere considerate patologie.

Perché abbiamo posto questa questione? Semplice, se non è corretto considerare il consumo occasionale di “droghe” una patologia, allora il discorso sulla correttezza deontologica di richiedere una visita psichiatrica potrebbe estendersi anche ai consumatori occasionali di “droghe”.

Sia chiaro, la Redazione ritiene che il consumo di qualsiasi droga sia un comportamento sbagliato, tanto alla guida quanto prima o dopo.

Altre critiche particolari.

Discutiamo adesso di alcune questioni riguardanti la visita psichiatrica, non però in senso generale, ma rispetto a singoli aspetti.

Il certificato anamnestico.

La Commissione Medica Locale Roma 1 richiede tu esibisca, quando effettui la visita medica, un certificato anamnestico del tuo Medico Curante. In tale certificato il professionista accerta se tu soffri o hai mai sofferto di patologie invalidanti ai fini dell’idoneità alla guida: tra queste anche le patologie psichiche.

Se dal parere del tuo Medico Curante risulta che non soffri o hai mai sofferto di patologie psichiche perché richiedere un’apposita e ulteriore visita per accertarlo?

Bene, o la Commissione Medica Locale Roma 1 non si fida del tuo Medico Curante o è più sospettosa del tenente Colombo o il certificato anamnestico non certifica un fico secco.

La legge è uguale per tutti, ma le pene sono diverse.

Un Grande Filosofo una volta disse qualcosa tipo “il mondo è un libro scritto con caratteri matematici”, d’accordo dopotutto tu non sei altro che un numero. È nostro parere però che la Commissione Medica Locale Roma 1 dovrebbe distinguere tra i numeri e non richiedere la visita psichiatrica come parte di una routine.

È possibile che in alcuni casi un referto psichiatrico possa aiutare la Commissione nella formulazione del suo giudizio, ma in sede di visita medica sarebbe benissimo possibile accorgersi di eventuali sintomi di gravi turbe psichiche.

Insomma la Commissione Medica Locale tende un po’ troppo a fare di tutta l’erba un fascio o meglio, di tutta l’erba un fascicolo.

Lo psichiatra non è un tuttologo.

Nel documento con cui la Commissione Medica Locale Roma 1, all’atto della visita medica, richiede che tu ti sottoponga ad una visita psichiatrica è specificato che si tratta di una “visita psichiatrica finalizzata alla sicurezza per la guida” e che dovrà avere “particolare riferimento all’assunzione di sostanze d’abuso”.

Al primo colpo d’occhio potrebbe sembrarti tutto regolare, a nostro giudizio invece quest’impostazione si basa su di un totale equivoco della normativa.

Ancora una volta ripetiamo che la Commissione deve accertare che tu non soffra di alcuna patologia invalidante ai fini dell’idoneità alla guida. Se dunque la Commissione vuole accertarsi in merito alle patologie psichiche invalidanti di cui potresti soffrire, bene, a questo dovrebbe essere finalizzata la visita psichiatrica!

Un’eventuale visita psichiatrica a rigore di logica, di legge e di deontologia non può aver a che fare con la sicurezza nella guida: lo psichiatra non è una figura professionale formata a tal fine e non avrebbe gli strumenti necessari per svolgere un tale compito.

Lo psichiatra dovrebbe semplicemente limitarsi ad accertare che tu non soffra di patologie psichiche gravi, sarebbe poi la Commissione a dover giudicare se, in base al referto dello psichiatra, sussistano le condizioni per il rilascio del certificato di idoneità alla guida.

Invece no, la Commissione Medica Locale Roma 1 chiede allo psichiatra un giudizio che va al di là del suo campo professionale e, imbeccandolo sull’obiettivo della visita, si scarica così delle sue responsabilità nel rilascio del certificato e nella valutazione dei tuoi requisiti.

Stesso discorso per quanto riguarda il “particolare riferimento all’assunzione di sostanze d’abuso”.

La normativa, ma basterebbe il comune buon senso a sostenerlo, non prevede assolutamente che per accertare l’abuso di sostanze la Commissione possa ricorrere all’ausilio di uno psichiatra e il motivo è logico: una cosa sono le patologie psichiche una cosa l’abuso di sostanze.

Ancora una volta, l’obbiettivo di una visita psichiatrica dovrebbe essere quello di accertare la salute mentale di un individuo, non se è capace di guidare o se abusa di sostanze: è come se tu camminassi male perché sei miope e per risolvere il problema andassi da un ortopedico. Ma abbiamo a che fare con la Commissione Medica Locale Roma 1: “impossible is nothing”.

C’è differenza tra un malato e un uomo sano?

Un’ultima osservazione. La Commissione Medica Locale Roma 1 richiede, a chi soffra di patologie psichiche e necessiti di un certificato di idoneità alla guida, lo stesso tipo di visita che richiede a te. Possibile che vengano utilizzati gli stessi strumenti per valutare l’idoneità alla guida in chi è accertata una patologia psichica e in chi no? Cosa dicevamo … “impossible is nothing”.

In conclusione

Potremmo andare ancora avanti con diverse argomentazioni, continuare con puntuali critiche verso la richiesta di una visita psichiatrica da parte della Commissione Medica Locale Roma 1.

Ci fermiamo però con un’ultima riflessione su cosa veramente sia una patologia psichica. Uno stato patologico della psiche è una condizione psichica che si discosta dalla normalità, la normalità è il comportamento più comune: in uno stato di malati mentali la sanità psichica sarebbe una patologia.

Così poniamo la nostra ultima obiezione: la Commissione Medica Locale Roma 1 è una della uniche in Italia a richiedere una visita psichiatrica a chi, sospesagli la patente per guida in stato d’ebbrezza, si trova a dover ottenere un certificato d’idoneità alla guida presso la Commissione. Fuori dall’Italia questa pratica quasi non esiste: chi è normale? Chi soffre di disturbi psichici? Chi dovrebbe sottoporsi ad una visita psichiatrica?

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