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Le domande senza risposta: per quanto tempo è valido il rinnovo e quanti controlli dovrò fare?

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Te ne avranno dette di tutti i colori: il rinnovo è valido per sei mesi, dovrai fare controlli per tutta la vita. Oppure no, prima un anno, poi due, poi cinque poi niente più controlli. In realtà la risposta è solamente una: non esistono procedure standard, decide la Commissione medica locale caso per caso.

Ora, in linea di principio il ragionamento è giusto, ogni caso deve essere valutato per quello che è, ma è anche vero che dovrebbero essere messi alla Commissione medica locale alcuni paletti.

Se vuoi sapere cosa dice la Legge sulle modalità del rinnovo della patente di guida in seguito a revisione disposta del Prefetto (in parole povere in seguito a sospensione per guida in stato d’ebbrezza o di alterazione psicofisica), abbiamo già affrontato l’argomento nella sezione come funziona, altrove abbiamo anche formulato le principali obiezioni a questo funzionamento.

Qui ci vogliamo davvero domandare quante volte in realtà dovrai effettuare i controlli per i rinnovi successivi alla sospensione, analizzando casi particolari e sempre con un occhio alla normativa.

Regole di base.

Beh, dove non si può avere la certezza c’è la probabilità. Per avere dei dati attendibili sull’argomento di questo articolo bisognerebbe produrre una statistica. Possiamo però iniziare a fissare delle “regole base”.

  • Il primo rinnovo è per un anno.
  • La durata dei rinnovi successivi aumenta in durate di ordine pluriennale.
  • La durata minima del rinnovo può essere di sei mesi.
  • La durata massima del rinnovo può essere di dieci anni.
  • Dopo una serie di rinnovi non sarà più necessario effettuare i successivi presso la Commissione medica locale.
  • L’attuale normativa è vigente dal 1992, dunque ad oggi non possiamo congetturare cosa succeda ad oltre 23 anni dal primo rinnovo.

Naturalmente a queste regole possono esserci eccezioni, dato che la Commissione medica locale non ha alcun paletto relativamente alle sue decisioni. In genere però le regole dovrebbero essere valide.

Per quanto riguarda il numero di controlli cui è necessario sottoporsi, l’argomento è ben approfondito in una delle principali obiezioni da noi formulate a riguardo dell’intera gestione dell’accertamento di idoneità fisica e psichica alla guida, trattandosi di una questione senza risposta ci concentreremo sulla questione che riguarda la validità della patente di guida.

La validità: possibili indizi.

Che idea possiamo farci sulla durata della validità della patente di guida basandoci sulla normativa? All’argomento non è dedicata l’attenzione che merita, indicazioni specifiche sulle durata non sono comuni, anche qui però possiamo stabilire dei paletti di base, che sono i seguenti.

  • La durata di validità di una patente di guida categoria A e B incluse sottocategorie è di 10 anni (NCdS, art. 126, c. 1).
  • La durata di validità di una patente di guida categoria C e D incluse sottocategorie è di 5 anni (NCdS, art. 126, c. 2).
  • La durata di validità di una patente di guida speciale categoria qualsiasi incluse sottocategorie è di 5 anni (NCdS, art. 126, c. 2).

Naturalmente esistono altre limitazioni alla durata della validità, come nel caso dei titolari ultracinquantenni e ultrasettantenni o delle patenti di guida categoria KA e KB.

Ove ricorrano particolari condizioni che possano motivare dubbi sulla persistenza dei requisiti psichici e fisici di idoneità alla guida, troviamo che la patente non può essere rinnovata per un periodo superiore ad un biennio.

La limitazione di validità biennale.

Ma quali sono i casi in cui la normativa ci dice che è necessario effettuare controlli medici, cui è subordinato il rinnovo di validità della patente, al minimo ogni biennio?

  • Sospetta o accertata presenza di una malattia dell’apparato visivo (D.P.R. 495/92, art. 322, cc. 12, 13).
  • Presenza di malattie o traumatismi invalidanti del sistema nervoso centrale e periferico (D.P.R. 495/92, all. XXII, D).
  • Epilessia, qualora comunque non si abbia avuto manifestazione di crisi da almeno 2 anni (D.P.R. 495/92, all. XXII, D).
  • Patologie psichiche, sindrome da dipendenza da alcool o uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, limitatamente alle patenti di guida categoria C e D sottocategorie incluse (D.P.R. 495/92, all. XXII, E, F).

Esistono solo due eccezioni alla limitazione biennale espressamente riportate dalla normativa, nei casi seguenti.

  • Rilascio del certificato di abilitazione professionale (CAP) per gli ultrasessantacinquenni, in tale caso «la durata della validità può essere inferiore al biennio se ciò è disposto dalla Commissione medica locale» (D.P.R. 495/92, art. 313, c. 3).
  • Presenza di diabete insulino-dipendente, caso in cui «gli accertamenti […] sono effettuati ogni anno, salvo i periodi più brevi indicati sul certificato di idoneità» (NCdS, art. 126, c. 4bis).

Un caso di studio.

Vogliamo qui segnalare l’esistenza di una sentenza del T.A.R. della Lombardia, utile per due motivi: da un lato conferma quanto da noi affermato sulla totale discrezionalità della Commissione medica locale, dall’altro costituisce un precedente per chiunque provi a ricorrere contro le sue prescrizioni.

In questa sentenza viene respinto un ricorso che metteva in dubbio la legittimità di un giudizio di idoneità alla guida espresso dalla Commissione medica locale, con la prescrizione del successivo rinnovo ad 1 anno, prescrizione per la quale non erano state fornite motivazioni.

Il ricorrente basava le sue motivazioni sul fatto che l’art. 126 NCdS Durata e conferma di validità della patente di guida, non prevede in alcun caso che la patente di guida possa avere validità inferiore a quella biennale.

Ovviamente il ricorrente non doveva essere a conoscenza dell’art. 319 del D.P.R. 495/92, che di fatto consente alla Commissione medica locale non tanto di limitare la validità della patente di guida, ma di richiedere un controllo dei requisiti di idoneità a sua completa discrezione nella tempistica, al quale è subordinata la possibilità del rinnovo della patente di guida.

Il ricorso è dunque respinto, quindi possiamo avere la conferma che, in seguito alla revisione disposta del Prefetto e al controllo dei requisiti d’idoneità presso la Commissione medica locale, la “validità virtuale” della patente di guida è a totale discrezione della Commissione medica locale.

Per quanto poi riguarda le motivazioni per la scelta di una determinata tempistica per i controlli successivi al primo rinnovo, viene notato che il giudice amministrativo (novello Pilato …) non avrebbe gli strumenti per valutare le eventuali motivazioni, quindi che indirettamente non avrebbe senso fornirle perché non di sua competenza.

La patente usa e getta

È vero, la normativa non stabilisce una durata minima di validità della patente di guida, né pone alcun tipo di limitazione al giudizio della Commissione medica locale in merito all’eventuale successivo controllo, che questa è autorizzata a richiedere.

Come abbiamo visto il buon senso, lo stesso del Legislatore, ci suggeriscono però che il limite di validità ad un biennio è di per sé una forte limitazione alla validità della durata della patente di guida, limite in effetti congruo per i casi in cui, valutati i requisiti fisici e psichici di idoneità, si presentino i maggiori rischi nel rilascio della patente.

Insomma, a giudizio della redazione, nelle pratiche della richiesta di un successivo controllo con scadenza annuale e di controlli a oltranza c’è un chiaro intento punitivo o, usando un eufemismo, educativo, quasi come se alcune Commissioni Mediche Locali volessero sostituirsi alle Autorità nel controllo della sicurezza stradale o agli Organi Giudiziari comminando una pena, compiti questi che non competono loro.

La Commissione Medica Locale ha l’unico compito di accertare l’idoneità alla guida.

Si scopre quindi la natura paradossale delle suddette richieste: accorderesti mai la possibilità di guidare a qualcuno che ritieni potenzialmente incapace di conservare i requisiti d’idoneità per 12 mesi o anche meno?

Sarebbe più sensato che nei casi in cui la Commissione Medica Locale ritiene che i requisiti d’idoneità possano venire meno nell’arco di un’annualità, venisse espresso un giudizio di non idoneità, perché chi teoricamente non è in grado mantenere tali requisiti per almeno un’annualità non è evidentemente un soggetto adatto alla guida.

La Commissione Medica Locale dovrebbe avere più fiducia nei suoi giudizi invece che rilasciare un certificato per una patente “usa e getta”.

Un commento su “Le domande senza risposta: per quanto tempo è valido il rinnovo e quanti controlli dovrò fare?

  1. STEFANO

    NEL 2008 HO RICEVUTO UNA DENUNCIA DA PARTE DI IGNOTI PER ABUSO DI ALCOLICI CHE MI HANNO PORTATO ALLA COMMISSIONE MEDICA PATENTI (MA SENZA MAI ESSERE STATO FERMATO DA P.S.)
    NEL FRATTEMPO MI SONO AMMALATO DI DIABETE 1 E INIZIALMENTE MI HANNO SOSPESO LA PATENTE DEL SEI MESI CAUSA DIABETE. ALLA DATA ATTUALE CONTINUANO A MESCOLARE LE DUE COSE
    E MI RICHIAMANO PER DIABETE E PER ALCOOL, TUTTE LE VOLTE CON DICHIARAZIONI POSITIVE DA PARTE DEI SERT DI TURNO. E’ POSSIBILE TUTTO CIO’, VISTO CHE ORMAI SONO ANDATO IN COMMISSIONE UNA QUINDICINA DI VOLTE E IL MIO PROBLEMA E’ QUELLO DI AVERE UN DIABETE SCOMPENSATO? SOPRATUTTO E’ FASTIDIOSO DOVER PAGARE OLTRE CENTO EURO OGNI VOLTA PERCHE’ PER GLI ESAMI TOSSICOLOGICI NON SONO ESENTE COME PER IL DIABETE OLTRE ALLE SPESE VARIE ACCESSORIE. CON CHI DEVO PARLARE?
    CON IL PAPA O DEVO PROVARE CON QUALCUNO PIU’ IN ALTO. SALUTI. STEFANO

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