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Chiarezza normativa

Offriremo qui uno spunto per una possibile interpretazione di alcune norme su cui si fonda l’uso del rinnovo della patente di guida commissionata presso la Commissione Medica Locale. Mostrando come l’interpretazione in uso non ha un chiaro fondamento giuridico.

Il D.L.vo 285/92, art. 119, c. 4, let. c) stabilisce che l’accertamento dei requisiti fisici e psichici per il conseguimento della patente di guida è effettuato dalla Commissione Medica Locale nei confronti di coloro di cui è fatta richiesta dal il Prefetto o dall’Ufficio Competente del Dipartimento per i Trasporti Terrestri.

Questo caso rappresenta chiaramente un’eccezione alla norma, la Commissione di norma è tenuta infatti ad accertare i requisiti di coloro in cui è presente una particolare condizione di salute:

Un’altra eccezione è costituita da coloro per i quali l’accertamento effettuato dal personale medico ordinario ha fatto sorgere dubbi circa l’idoneità alla guida. Per approfondire è opportuno riferirsi al D.L.vo 285/92,art. 119, c. 4.

L’interpretazione qui proposta è che il D.L.vo 285/92, art. 119, c. 4, let. c) si riferisca a una circostanza eccezionale e che gli accertamenti presso la Commissione Medica Locale siano da effettuare una tantum.

Una volta accertata l’idoneità al conseguimento della patente di guida, con le dovute limitazioni di validità, al momento del rinnovo la richiesta del Prefetto non ha più consistenza, in quanto non sussiste alcuna circostanza che la giustifichi. Viene dunque a mancare una motivazione valida per cui l’accertamento debba essere effettuato presso la Commissione.

Utilizzando un esempio concreto è come se tu avessi un braccio ingessato e facessi richiesta della patente di guida. In quel momento tu hai una temporanea minorazione fisica e dovresti rivolgerti a una Commissione Medica Locale per effettuare gli accertamenti dei requisiti per il conseguimento della patente di guida. Mettiamo il caso che tu venga giudicato idoneo, ha senso che alla scadenza della validità della tua patente tu debba tornare dalla Commissione per verificare se ti sei rotto nuovamente un braccio? Certo, rompersi un braccio non costituisce reato, però penso che tu abbia afferrato la logica.

Ricapitolando: hai infranto il D.L.vo 285/92, art. 186, 186bis, 187, la patente di guida ti è stata ritirata e sospesa, il Prefetto ha dunque disposto che per il rilascio la tua patente sia sottoposta a revisione, facendo richiesta che tu effettui gli accertamenti d’idoneità alla guida presso la Commissione Medica Locale.

Il testo di legge non è chiaro a proposito della relazione tra la richiesta del Prefetto di una revisione della patente di guida da parte della Commissione Medica Locale e la necessità di effettuare i successivi rinnovi presso la stessa Commissione.

L’interpretazione attualmente in uso considera la richiesta del Prefetto come valida a tempo indeterminato o meglio, considera che la richiesta del Prefetto “trasformi” colui a cui è riferita in un categoria di individuo definibile come “coloro-per-i-quali-è-fatta-richiesta-dal-Prefetto”, per sempre. Il risultato è un curioso effetto “giradischi inceppato”.

I due indizi principali a favore dell’interpretazione qui fornita.

Esistono dei casi pratici in cui la normativa sembra propendere esplicitamente per l’interpretazione qui fornita, veniamo al primo e leggiamo il seguente testo di legge:

Nel caso previsto dell’articolo 119, comma 4, lettera c) del codice, l’accertamento deve essere effettuato presso la commissione medica locale indicata nel provvedimento con cui è disposto (D.P.R. 495/92, art. 330, c. 10).

Il Legislatore ci vuole far capire che in un caso specifico come quello indicato, l’accertamento dei requisiti fisici e psichici per l’idoneità alla guida deve essere effettuato presso una specifica Commissione Medica Locale: quella indicata nel provvedimento del Prefetto.

Siccome il verbo dovere indica un obbligo consegue che l’obbligo indicato sia una condizione necessaria per definire il caso specifico. Se dunque tale condizione non è prevista non potrà trattarsi del detto caso.

Se per i rinnovi successivi al rilascio della patente di guida non è previsto l’obbligo specificato nel testo citato, risulta che tali casi non rientrino «nel caso previsto dell’articolo 119, comma 4, lettera c) del codice».

È chiaro quindi che il caso dei successivi rinnovi non sia un «caso previsto dell’articolo 119, comma 4, lettera c) del codice». Se quindi è valido il seguente testo di legge:

L’accertamento dei requisiti fisici e psichici, tranne per i casi stabiliti nel comma 4, è effettuato dall’ufficio della unità sanitaria locale territorialmente competente, cui sono attribuite funzioni in materia medicolegale (D.L.vo 285/92, art. 119, c. 2).

Consegue che il caso dei successivi rinnovi non rientri tra «i casi stabiliti nel comma 4». Risulta dunque che o l’attuale interpretazione della procedura di rinnovo è contraddittoria o per i rinnovi successivi al rilascio della patente, non sussistendo un provvedimento del Prefetto, non c’è alcuna disposizione di legge per cui sia necessario effettuare gli accertamenti presso le Commissioni Mediche Locali.

Il secondo caso riguarda una normativa che prevede la possibilità, per gli Uffici della Motorizzazione Civile, di rilasciare un permesso di guida provvisorio a chi debba effettuare gli accertamenti dei requisiti fisici e psichici per l’idoneità alla guida presso le Commissioni Mediche Locali, nel caso del rinnovo della patente di guida. Il testo della normativa specifica però che:

Le disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo non si applicano in favore dei titolari di patente di guida che devono sottoporsi a visita medica ai sensi degli articoli 186, comma 8, e 187, comma 6, del decreto legislativo n. 285 del 1992 (L. 120/10, art. 59, c. 2).

La circolare 0086959, 28/10/2010 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha però specificato che, tra gli altri casi, gli Uffici della Motorizzazione Civile non possono procedere al rilascio del permesso di guida provvisorio:

Quando l’istanza ex art. 59 della legge n. 120 del 2010 sia stata presentata da conducenti nei confronti dei quali il prefetto, ai sensi degli articoli 186, co. 8, o 187, co. 6, abbia disposto una visita in commissione medica locale per guida in stato di ebbrezza o in stato di alterazione psico-fisica per uso di sostanze stupefacenti. Peraltro, stante la puntuale formulazione del comma 2 dell’articolo 59 in esame con riferimento al comma 8 dell’articolo 186 ed al comma 6 dell’articolo 187 del codice della strada, può senz’altro procedersi al rilascio del permesso provvisorio di guida in favore di conducenti che – avendo superato la visita disposta dal prefetto ai sensi delle predette disposizioni – siano successivamente chiamati a revisione dei requisiti psico-fisici presso una commissione medica locale.

Risulta anche da questa circolare molto chiaramente come il caso dell’effettuazione degli accertamenti presso le Commissioni Mediche Locali per il successivo rinnovo, non sia assimilabile al caso in cui l’effettuazione dei detti accertamenti sia ordinata da una disposizione del Prefetto.

Se dunque il caso del successivo rinnovo o “revisione” non è uno dei casi indicati dal D.L.vo 285/92, art. 119, c. 4, non si capisce come sia giustificabile da un punto di vista normativo che per effettuare gli accertamenti previsti nelle dette circostanze sia necessario recarsi presso la Commissione Medica Locale.