Analisi del capello: quanto conta la lunghezza?

L’accertamento su matrice cheratinica, come saprai, è richiesto sempre più spesso dalla Commissione medica locale Roma 1.

Se nascondi qualche scheletro tra i capelli (sostanze psicotrope o stupefacenti), significa che la finestra retrodiagnostica oggetto dell’analisi potrebbe arrivare anche a 6 mesi e più.

Il consumo di sostanze psicotrope o stupefacenti è una patologia invalidante per l’idoneità alla guida, è possibile guarirne ed è possibile riottenere la patente, dopo un periodo di astinenza e convalescenza.

Ma quanto tempo deve trascorrere perché dai tuoi capelli sparisca la traccia del vizio? È vero che esiste una connessione tra la crescita del capello e la presenza in esso delle sostanze oggetto di analisi? Una proporzione tra la sua lunghezza e il periodo al quale le analisi possono riferire l’accertamento del consumo?

Premessa: una leggenda metropolitana.

La necessità di chiarimenti sul significato della lunghezza dei capelli nell’accertamento su matrici cheratiniche si rende necessaria perché circola una leggenda metropolitana.

È possibile formulare la leggenda in questi termini: “le analisi del capello possono rintracciare il consumo di sostanze, in un periodo precedente all’analisi proporzionale alla lunghezza del capello”.

La leggenda segue un ragionamento plausibile. Per crescere il capello ha bisogno di nutrimento, il nutrimento è trasportato dal sangue: se nel sangue è presente una sostanza, quella sostanza sarà rintracciabile nel capello. Ma se nel sangue non c’è la sostanza? In teoria il capello dovrebbe crescere “pulito”, allora se, per ipotesi, in un mese il capello cresce di 1 cm, con le analisi sarà possibile rintracciare il consumo avvenuto durante quel mese, nel quale il capello è stato nutrito in una certa maniera. Da qui l’idea che X centimetri corrispondano a X mesi e così via.

Purtroppo così non è, almeno non senza alcuni chiarimenti. Potrebbe capitare che se al veglione di Capodanno hai consumato delle sostanze e a Pasqua ti sottoponi all’accertamento su matrice cheratinica, dopo aver tagliato i capelli a 2 cm, le analisi risultino positive al consumo. Magia?

No, magia non è, ma superficialità. La posta in gioco è un giudizio d’idoneità alla guida!

1. Quanto velocemente crescono i capelli?

I capelli di ogni individuo crescono a diverse velocità, questione di ormoni e di genetica. Un elenco dei fattori interni o esterni che potrebbero influenzare questa velocità sarebbe difficile, si può passare da età e stato di salute, alimentazione, per arrivare a fasi lunari, stagioni, frequenza del taglio: chi può darci la risposta giusta? È opportuno riferirsi alla comunità scientifica.

Il capello di un individuo sviluppato cresce a diverse velocità nelle diverse regioni della testa. Per esempio, il capello cresce a circa 16 cm/anno nel vertice o corona dello scalpo. Il capello cresce a una velocità poco più lenta (circa 14 cm/anno) nell’area temporale e in genere a velocità ancora più lente in altre regioni del corpo (per esempio, circa 10 cm/anno nell’area della barba) (Clarence R. Robbins, Chemical and Physical Behavior of Human Hair, 2002).

Una media indicherebbe che i capelli crescono alla velocità di 1 cm/mese, questo è il dato verso cui sembrano convergere le diverse fonti , ma a volte con qualche differenza.

Tenendo conto di altre incertezze, per il capello dello scalpo è legittimo assumere una crescita media di 1 cm/mese (circa da 0,5 a 1,5 cm/mese). (Gesellschaft für Toxikologische und Forensische Chemie, Guidelines for Quality Control in Forensic-Toxicological Analyses – Appendix C – Requirements for the analysis of hair samples, 2009)

In generale, si stima che i capelli crescano di approssimativamente 1 cm al mese (Society of Hair Testing, Recommendations for Hair Testing in Forensic Cases, 2004).

L’unica maniera di capire quanto velocemente i tuoi capelli crescono, è tagliarli all’attaccatura, lasciare passare un mese, tagliarli di nuovo e misurare la lunghezza.

Questa però è solo una parte della storia, perché c’è un’altra questione da considerare.

2. Il ciclo vitale del follicolo pilifero.

Il capello in sé per sé non ha un ciclo vitale, in teoria è anche sbagliato dire che i capelli crescono: saprai certamente che il capello è tecnicamente “senza vita”.

La formazione del capello e il suo allungamento, chiamato erroneamente “crescita”, dipende dal ciclo vitale del follicolo pilifero. Nulla di straordinario, il follicolo è un semplice sacca rivolta all’interno della pelle, dove si trova il “bulbo” da cui fuoriesce il pelo o il capello.

Il follicolo ha un ciclo vitale che varia dai 2 ai 6 anni, diviso in tre fasi. Durante la fase chiamata “anagen” il capello non smette di crescere, fino a raggiungere solitamente i 100 cm, se non è tagliato: questa fase ha una durata di poco inferiore al ciclo vitale stesso. La fase chiamata “catagen” è quella in cui il follicolo diminuisce la sua attività, dura per poche settimane: in questo periodo il capello rallenta la velocità di crescita. La fase chiamata “telogen” è quella in cui il follicolo cessa qualsiasi attività: in questo periodo il capello smette di crescere per poi cadere.

Sulla durata della fase telogen non c’è consenso. Tra le fonti più accreditate, una afferma che duri circa 3 mesi (M.L. Price, W.A. Griffiths, Normal body hair–a review, 1985), l’altra “poche settimane” (Clarence R. Robbins, Chemical and Physical Behavior of Human Hair, 2002), con quest’ultima espressione sarebbe da intendersi un periodo superiore a una settimana e inferiore a un mese: circa 2-3 settimane.

3. Ma la lunghezza conta o non conta?

Il bello arriva ora. Per analisi con validità medico-legale su matrice cheratinica, sono necessari due campioni da 100 mg di capelli, prima di passare attraverso gli strumenti di analisi, il campione è lavato, decontaminato, polverizzato e infine estratto.

L’estrazione, nel caso più comune, consiste nel trattare il campione con un solvente (per esempio, l’acetone), capace di “estrarre” dal campione i residui della sostanza oggetto di analisi, chiamata “analita”. Ridotto di volume per evaporazione, il solvente, in cui ora, se presente nel campione, è disciolto l’analita, è pronto per gli strumenti di analisi.

In un normale scalpo sano, approssimativamente tra l’80 e il 90% dei capelli sono in anagen, tra l’1 e il 2% in catagen,tra il 10 e il 20% in telogen (Clarence R. Robbins, Chemical and Physical Behavior of Human Hair, 2002).

Cosa significa questo? Che nel campione da 100 mg si trovano approssimativamente tra i 10 e i 20 mg di capelli in fase catagen o telogen.

In altre parole quei 10 o 20 mg di capelli potrebbero aver smesso di crescere addirittura 3 mesi prima di essere tagliati, quindi questa loro “età” sarebbe da aggiungere a quella ricavabile dalla lunghezza del capello al momento del taglio: un campione di capelli lunghi 3 cm potrebbe contenere tracce del consumo di sostanze riferibili a 6 mesi prima dell’analisi!

Non è un caso che i più accorti professionisti consigliano, per analisi su matrice cheratinica, un campione di capelli lungo 6 cm.

finestra retrodiagnostica analisi del capello

4. Il rimedio: taglia i capelli a zero.

Esiste un semplice rimedio al problema circa la corretta interpretazione del periodo al quale, in caso di accertamento su matrice cheratinica, può essere riferito il consumo di sostanze, in base alla lunghezza del capello. Se radi i capelli a zero e li fai ricrescere sarai sicuro che, una volta cresciuti, tutti i capelli saranno nella fase anagen: il follicolo sarà quindi stato nutrito solamente da sangue pulito, se non hai consumato sostanze dopo averli tagliati, il capello non potrà contenere residui di sostanze.

Certo, per mettere in atto questo rimedio è necessario radersi i capelli a zero almeno 3 mesi prima dell’analisi, quindi conoscere con certo anticipo il periodo in cui potresti essere chiamato per gli accertamenti, e se ci tieni all’acconciatura, pazienza, i capelli ricrescono.

Nel caso in cui, nonostante avessi adottato questa precauzione, l’accertamento su matrice cheratinica risultasse positivo al consumo di sostanze, entra in gioco l’imponderabile, quel qualcosa che la ricerca scientifica non è ancora riuscita a misurare.

5. Altri possibili fattori d’incertezza.

Che cosa può essere andato storto? Ci sono alcuni motivi eccezionali per cui tutto quanto finora riportato, potrebbe considerarsi inattendibile.

Non si parla di magia, perché se la sostanza è stata rilevata nel campione, da qualche parte deve essere entrata.

Una delle possibili cause è che il capello abbia “assorbito” o “inglobato” qualche residuo della sostanza, presente in altre parti del corpo. A tal proposito è necessario considerare che il cuoio capelluto è soggetto a sudorazione e che nel follicolo sono presenti ghiandole sebacee: potrebbe quindi avvenire una “contaminazione”. Magari le mucose polmonari potrebbero essere profondamente intrise della sostanza.

Altra questione riguarda il “fumo passivo”, o comunque una contaminazione dall’esterno. Si potrebbe obiettare che un metabolita (i metaboliti sono oggetto di analisi) non potrebbe in teoria provenire dall’esterno, ma una legge italiana, senza citare le fonti, afferma:

Deve essere inoltre precisato che la letteratura internazionale ha chiarito che il rilievo nel pelo di concentrazioni significative di sostanze e talora di loro metaboliti, può riflettere non solo assunzione cronica o ripetuta delle stesse ma anche contaminazione ambientale da parte delle medesime sostanze in assenza di assunzione diretta da parte del soggetto. (Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano – Procedure per gli accertamenti sanitari di assenza di tossicodipendenza o di assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope in lavoratori addetti a mansioni che comportano particolari rischi per la sicurezza, l’incolumità e la salute di terzi, 2008).

Approfondiremo la questione. La Commissione medica locale potrà anche richiedere accertamenti su matrice cheratinica, ma non potrà impedirci di dire basta.

7 commenti su “Analisi del capello: quanto conta la lunghezza?

  1. Salve, mi hanno sospeso la patente per guida in stato di ebbrezza a metà giugno. Ora io ho consumato sostanze stupefacenti l’ultima volta il 30 settembre, dopodiché mi sono raso completamente il corpo (in generale lo faccio per motivi sportivi). Ora ho la prima visita a lungotevere il 21 ottobre, sono sicuro che non la passerò perciò mi chiedevo cosa succede se non vado alla visita? Cosa succede se invece ci vado ma poi non porto le analisi che mi hanno richiesto? E siccome sarò completamente glabro se vado a fare le analisi del capello che succede?

    Grazie per il lavoro che fate

    1. 1. Visita medica 21 ottobre significa analisi entro il 5 novembre: 1 cm di peli rende problematico l’accertamento.
      2. La richiesta di accertamento su matrice cheratinica, nel tuo caso, non è una certezza assoluta: hai già speso tempo e denaro, potresti tentare la sorte.
      3. Se manchi visita o non consegni analisi richieste, dovrai prenotare un nuovo appuntamento. I possibili sospetti della CML non contano se tra 3 mesi presenti accertamenti negativi al consumo di sostanze.
      4. Glabro alla visita medica? La CML potrebbe spostare la scadenza della prescrizione degli accertamenti a 3 mesi invece di 15 giorni. Tecnicamente è come se a un esame delle urine dicessi che “non ti scappa”.
      5. L’assenza di regole chiare in materia di accertamenti è origine di risentimento: patti chiari, amicizia lunga.

      La Redazione

  2. Salve, scrivo perché mi è stata ritirata la patente a novembre 2018, a febbraio sono andato alla commissione del lungotevere e mi hanno dato appuntamento per la visita oculistica ad aprile. Fatta la visita oculistica mi hanno assegnato l’esame cheratinico, esame che avrei dovuto prenotate entro 15 giorni ma non ho fatto perché ero fuori per lavoro. Tornato dall’estero sono andato a prendere gli appuntamenti a Via Marotta, asl n2 se non sbaglio. Mi rimaneva più comodo li perché nel mentre mi sono trasferito di casa. Ho fatto le analisi e sono risultato idoneo ed ora ho la patente per circolare per un anno… Domanda: possono a Lungo Tevere della Vittoria chiamarmi entro questo anno per andare a fare l’esame cheratinico? Possono insospettirsi se non sono andato ma dopo mesi sono andato ad un’altra commissione? Se in caso mi chiamassero posso rifiutarmi ad andare dato che ad ora sono idoneo alla guida? Grazie anticipatamente per la risposta!

    1. Caro Francesco,
      Complimenti per l’idoneità alla guida!
      La CML Roma 1 non può nulla di ciò che dici. Il compito delle CML è rilasciare un certificato d’idoneità alla guida, in tale certificato possono indicare un termine di validità della patente, oltre il quale puoi liberamente presentarti in Commissione se desideri rinnovarla: nessuno ti obbliga a farlo. La CML non può né sospendere una patente, né sottoporti arbitrariamente ad accertamenti.

      La Redazione

  3. Buongiorno, vi faccio una domanda abbastanza diretta chiedendovi un parere: avrò il test tossicologico dei peli corporei (sono pelato) probabilmente a metà dicembre. Ho fumato l’ultima canna il 5 settembre e a metà settembre mi sono depilato il corpo. Rischio di risultare positivo secondo voi? Qualcuno si è trovato in una situazione simile alla mia e sa darmi qualche consiglio? Grazie!

    1. L’analisi sarà negativa al consumo, al 99%. Ti sei depilato dopo 10 giorni dall’inizio del periodo d’astinenza, il sangue che ha nutrito la ”crescita” dei peli non può essere “contaminato” da sostanze. Certo se, nel periodo precedente a quello d’astinenza, eri un consumatore cronico, sarebbe stato meglio aspettare un mese prima della depilazione, durante il quale avresti fatto bene a svolgere intensa attività fisica, per via dei depositi dei metaboliti nel tessuto adiposo.

      Ti consigliamo comunque di sottoporti a un’analisi privata, prima di farlo a quelle prescritte dalla CML.

      La Redazione

  4. ciao
    mi dite cortesemente se adesso a lungotevere fanno obbigatoriamente il capello ?…negli altri due precedenti rinnovi ho sempre fatto le urine
    GRAZIE

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