Analisi delle urine

aggiornato il: 2 Dicembre 2019 Stampa pagina Stampa pagina

L’accertamento tossicologico su matrice urinaria è il più comune metodo di accertamento del consumo di alcol e sostanze psicotrope o stupefacenti. Nei protocolli di accertamento tossicologico richiesti dalle Commissioni mediche locali, le analisi delle urine sono state per anni la prescrizione standard e d’elezione, titolo che ormai è sempre più conteso dalle analisi del capello.

Perché le urine?

Come di certo saprai, alcol e sostanze, una volta assunte, entrano in circolazione nel sangue. Forse però non ricorderai che il sangue è costantemente “ripulito” dai reni, che come un filtro trattengono tutte le impurità per poi espellerle attraverso l’apparato urinario, sotto forma di un liquido appunto chiamato urina.

Tra le impurità filtrate dai reni, si troveranno anche i residui del metabolismo di alcol e sostanze, la cui presenza, come sostanze o metaboliti, sarà perciò facilmente reperibile nelle urine, rivelando così una traccia dell’avvenuto consumo.

Il processo descritto, naturalmente, richiede un certo tempo: la presenza di alcol e sostanze sarà perciò reperibile nella diuresi per alcuni giorni, raramente oltre la settimana, secondo le quantità assunte e la cronicità del consumo (nell’unico caso dei cannabinoidi questi tempi potrebbero dilatarsi per alcuni mesi).

È evidente che le analisi delle urine non sono adatte per verificare uno stato di ebbrezza o alterazione psicofisica (la presenza degli analiti potrebbe riferirsi al consumo avvenuto giorni addietro), mentre sono utili per accertare un periodo di astinenza dal consumo, con una finestra diagnostica che può arrivare al mese e più, se sono programmati diversi prelievi a cadenza settimanale.

È opportuno astenersi dal consumo di alcol, sostanze psicotrope o stupefacenti e medicinali nei giorni precedenti le analisi, per un periodo di almeno 7 giorni (30 giorni sono consigliati nel caso di consumo dei cannabinoidi).

Le sostanze oggetto di analisi

Le analisi delle urine riguardano l’alcol (alcoluria) e possono riguardare le seguenti sostanze psicotrope o stupefacenti o medicinali:

  • anfetamina
  • cocaina (e metaboliti)
  • oppiacei (eroina, morfina, codeina)
  • metadone (e metaboliti)
  • metanfetamina (MDMA)
  • cannabinoidi (THC e metaboliti)
  • barbiturici
  • benzodiazepine

Questo elenco include le sostanze e i medicinali che sono comunemente oggetto di analisi, ma a discrezione della richiesta e del caso particolare, le analisi potrebbero riguardare anche altre sostanze o medicinali, come ketamina, LSD, fenciclidina, fentanyl, buprenorfina, propossifene. La determinazione dell’etilglucoronide è anche possibile.

Modalità di prelievo del campione

Il prelievo della matrice urinaria offre il vantaggio di non essere assolutamente invasivo per il paziente, può solo creare dei disagi per quanto riguarda questioni di riservatezza, perché il prelievo avviene sotto la diretta osservazione di un operatore sanitario, al fine di accertare la provenienza delle urine. Un altro piccolo inconveniente è quello che riguarda l’attesa per lo stimolo della minzione.

Non è necessario presentasi digiuni al prelievo delle urine. Sarà tuo compito riempire un vasetto, fornito al momento dal personale sanitario, con almeno 60 mL di urine, dai cui saranno poi estratte in provetta due aliquote per le finalità analitiche.

Il locale del laboratorio dove sarai sottoposto al prelievo è di norma dotato di servizi sanitari, quindi se lo stimolo della minzione non si è esaurito con il prelievo, dovrai trattenerlo giusto il tempo per posare il vasetto.

Contraffazione del campione

L’unico evidente svantaggio della matrice urinaria è la facilità con cui il campione può essere contraffatto: il campione può essere sostituito, adulterato o diluito. Queste operazioni sono scoraggiate esigendo che il prelievo avvenga sotto diretta osservazione da parte del personale sanitario, ma sul campione sono di norma effettuati alcuni controlli volti a garantirne la genuinità.

I controlli più comuni riguardano la temperatura, l’acidità (pH), il colore e la creatinuria. La temperatura (32-38°) dovrebbe garantire dalla sostituzione del campione con urine provenienti da un soggetto diverso dal paziente, l’acidità (4.0 – 9.0) dall’adulterazione, il colore e la creatinuria (>0,20 g/L) dalla diluizione con acqua. Altri controlli (nitriti, ossidanti, glutaldeide) sono svolti al fine di garantire la compatibilità del campione per i saggi immunologici.

Non è logicamente considerata contraffazione del campione la naturale eliminazione di tossine da parte del tuo metabolismo, può pertanto essere utile, nel periodo precedente le analisi, una maggiore idratazione del corpo, un aumento dell’attività fisica aerobica o di attività che stimolino la sudorazione.

2 commenti su “Analisi delle urine

  1. Salve, non capisco i livelli delle soglie perchè sono 2? Ho immaginato che, nel caso del THC, la prima sia il cut off di 50 ng/ml la seconda quando viene misurata e presa in considerazione?

    Grazie Paolo

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